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Fotografi a Palermo

Gli appassionati di fotografia che visitano Palermo in questo periodo apprezzeranno sicuramente la possibilità di visitare, alla Galleria di Arte Moderna, la grande antologica dedicata al fotografo siciliano Ferdinando Scianna, uno dei maestri della fotografia non solo italiana. La sua carriera inizia negli anni Sessanta, quando il giovane Ferdinando iniziò a documentare la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, e si sviluppa attraverso le più diverse tematiche, tutte legate dalla costante ricerca di una forma nel caos della vita.
La mostra è divisa in più sezioni, ricalcando la multiforme produzione di Scianna, iniziata con una serie di immagini dedicate alle feste religiose, l’argomento del suo primo libro (uscito nel 1965 con un testo di Leonardo Sciascia), e sviluppatasi via via con scatti di attualità, viaggi e reportage, ritratti e moda, in cui Scianna esordì nel 1987, realizzando gli scatti della splendida modella Marpessa per la prima campagna pubblicitaria dei giovanissimi e ancora sconosciuti Dolce & Gabbana.
Secondo quanto ha dichiarato lo stesso Scianna, la mostra, con “oltre 180 fotografie divise in tre grandi corpi, articolati in diciannove diversi temi, vuole essere, un Racconto, un Viaggio nella Memoria. La storia di un fotografo in oltre mezzo secolo di fotografia” (la mostra, organizzata da Civita, si visita tutti i giorni, eccetto lunedì, dalle 9.30 alle 18.30).

Palermo ha del resto un lungo e profondo rapporto con la fotografia, un rapporto iniziato nel lontano 1840, quando in città venne realizzato il primo dagherrotipo, a opera del principe di Sant’Elia Romualdo Trigona. Della realizzazione di questa immagine, una veduta di Palermo, diedero conto due giornali locali. Passarono però ancora circa dieci anni prima che la fotografia si diffondesse realmente in città, con l’arrivo di numerosi fotografi francesi (probabilmente alla ricerca di un mercato meno affollato, e dunque più remunerativo, di quello della madrepatria) e con l’inizio della carriera di professionisti locali come Giuseppe Incorpora, che nel 1860 aprì un proprio atelier, ed Eugenio Interguglielmi. Nel 1891 i due saranno gli unici siciliani partecipanti alla Esposizione Universale di Palermo che dedicò alla fotografia un’intera sezione del padiglione delle Belle Arti.

Oggi questa lunga tradizione è riassunta, per così dire nel Centro internazionale di fotografia, inaugurato nel 2017 e diretto da Letizia Battaglia, grande professionista che ha segnato la storia della fotografia palermitana nel mondo. Il centro, allestito nel padiglione 18 dei Cantieri Culturali della Zisa, ospita il primo archivio fotografico della città, con decine e decine di scatti che immortalano Palermo e i suoi abitanti, sia foto storiche che contemporanee, opere che contribuiscono alla formazione di una memoria collettiva. All’archivio si affiancano le mostre temporanee: in questo periodo vi sono le immagini di Aldo Palagonia “Intimi di città” e di Roberto Strano “Strade senza ritorno” (visite tutti i giorni tranne lunedì dalle 9 alle 18.30).

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