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I 5 cibi siciliani più “strani”

Diverse pietanze e materie prime che i siciliani trovano normalissime per gli stranieri sono decisamente “strane”. Basta pensare che qualche anno fa, un noto chef internazionale venne a Palermo per realizzare una puntata di una seguita serie televisiva che narrava delle più singolari abitudini alimentari in giro per il mondo. Secondo la produzione, infatti, le specialità dello street food della nostra città potevano stupire il pubblico internazionale tanto quanto quelle reperite, ad esempio, in Estremo Oriente. Volete qualche esempio? Eccone cinque!

Fichi d’India
I frutti del fico d’India, pianta originaria del Sud America ma ormai così diffusa in Sicilia da esserne praticamente un simbolo, sono commestibili e sono anche molto buoni. Sotto la buccia molto spinosa (se non siete pratici, comprateli già sbucciati o fateli sbucciare dal fruttivendolo) nascondono una polpa granulosa e cedevole, molto dolce.

‘Mpanatigghi
Con questo nome si indicano, a Modica, dei dolci della tradizione conventuale, a forma di mezzaluna, realizzati con una frolla friabile ripiena di cioccolato, frutta secca e… carne di manzo. L’accostamento inusuale, ma non del tutto inedito, nasce dalla tradizione spagnola, non nuova al connubio carne e cioccolato. Il gusto? Eccellente, non abbiate timore di assaggiare.

Ricci di mare
Non la parte spinosa ovviamente, ma la polpa interna dei ricci di mare è da sempre considerata, in Italia ma anche in Spagna, una vera prelibatezza. Una volta spaccato il riccio, si spruzza la polpa con abbondante succo di limone e si mangia, prelevandola con un cucchiaino o magari con un pezzetto di pane fresco. La polpa di ricci si può usare anche per preparare un saporito condimento per la pasta.

Stigghiola
Uno dei cibi di strada più “odorosi” di Palermo è sicuramente questo: le budella di agnello vengono lavate, salate, condite con prezzemolo e poi avvolte intorno a uno spiedino o a un cipollotto e cotte alla brace, in strada, dallo stigghiularu. La cottura produce fumi e profumi percepibili anche a grande distanza. Si mangiano calde calde, con un po’ di sale e limone.

Pasta con i tenerumi
I “tenerumi” sono le foglie e le cimette delle piante di zucchina lunga (conosciuta anche come “zucchina serpente”), un rampicante che non manca mai negli orti siciliani ma che altrove non è molto diffuso se non in alcune regioni del sud Italia. Grandi e pelosette, le foglie vengono grossolanamente strappate e cotte con aglio e pomodoro per preparare una minestra saporitissima. Anche le zucchine, ovviamente, si mangiano e, per la loro leggerezza, sono perfette anche per una dieta ipocalorica (che in Sicilia non è scontato 😊 )

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