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Quando religione e tradizione si incontrano: la festa dell’Immacolata a Palermo

Percorrendo la via Roma, non si può non notare la bella piazza sui cui prospetta la grande ed elegante Chiesa di San Domenico e dominata da un’alta colonna sulla quale è collocata una statua della Vergine: ebbene, proprio qui è il cuore delle celebrazioni in onore dell’Immacolata Concezione, Patrona primaria della Città e Arcidiocesi di Palermo. La ricorrenza dell’Immacolata, una delle principali del calendario liturgico cattolico, è l’8 dicembre, ma la festa palermitana inizia già il giorno prima, nella sera del 7, quando ci si reca in pellegrinaggio alla Chiesa di San Francesco d’Assisi per rendere omaggio al simulacro della Madonna che vi è custodito e per assistere alla cerimonia dell’offerta degli scudi d’argento che la Giunta dona per il culto dell’Immacolata, per ribadire il giuramento di fedeltà alla Vergine fatto nel 1624, quando la Madonna, insieme a Santa Rosalia, liberò la città dalla peste. Si tratta del cosiddetto “voto sanguinario”, vale a dire la promessa di difendere l’Immacolato Concepimento di Maria fino allo spargimento del sangue.

L’indomani, giorno della festa, si svolge la solenne processione della statua della Immacolata, un’opera in argento sbalzato ispirata alla visione di Giovanni descritta nell’Apocalisse: una donna attorniata dai raggi del sole, con la luna sotto ai piedi e una corona di dodici stelle sulla testa. Al grido “Trema lu ‘nfernu e trionfa Maria…..viva Maria ‘mmaculata” i membri della congregazione del Porto e Riporto (fondata nel 1726, prende nome dall’impegno dei confratelli di portare a spalla la statua della Vergine e di riportarla poi nella chiesa di San Francesco) si muovono per le strade della città, percorrendo via Vittorio Emanuele e Via Roma fino a Piazza San Domenico. Qui si assiste all’offerta dei fiori alla Vergine da parte della città: i Vigili del Fuoco, inerpicandosi lungo un’autoscala, portano il grande mazzo fin sulla statua, sotto gli occhi di una moltitudine di fedeli plaudenti.

La processione prosegue poi fino in Cattedrale, dove le autorità firmeranno un apposito registro per testimoniare l’avvenuta celebrazione, e torna infine a San Francesco.

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