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Con Manifesta 12 riapre l’Arena La Sirenetta di Mondello

L’Arena La Sirenetta a Mondello, chiusa dal 2006, riaprirà da stasera grazie alla collaborazione fra Manifesta 12 e la Mondello Italo – Belga. In questo che è un importante luogo della memoria collettiva per i palermitani, sarà possibile rivivere l’opportunità di vedere un film en plein air. Questo sarà anche di grande attrazione per i visitatori stranieri di Manifesta 12, che potranno godere della posizione dell’arena a un passo dal mare.
La vecchia arena sarà infatti una delle sedi del “Manifesta 12 Film Programme”, un programma di proiezioni che offre una lettura in chiave cinematografica dei temi cardine della Biennale attraverso una selezione di film e documentari, che arricchiscono la narrativa generale del progetto curatoriale “Il giardino planetario”.

Si comincia appunto stasera (ore 21, ingresso libero) con “Terra di Nessuno”, una video performance del duo Masbedo e la proiezione dell’omonimo film di Mario Baffico (Italia; 1939; 91 minuti; italiano con sottotitoli in inglese). Il “Manifesta 12 Film Programme” proporrà un calendario di proiezioni settimanali, dal giovedì alla domenica fino al 9 settembre. Il programma completo delle proiezioni, fruibili a ingresso libero, è disponibile on line sul sito di Manifesta 12.

 Questa volta, a ispirare gli artisti è la travagliata storia di un film diretto in Sicilia dal regista Mario Baffico, “Terra di Nessuno”. Proiettata per la prima volta in Sicilia, la pellicola di Baffico affronta forti contenuti sociali quali lo scontro tra contadini e latifondisti e l’ansia rivoluzionaria di giustizia sociale, tutti decisamente “sovversivi” per l’epoca. Quando uscì, il film attirò subito la censura del regime fascista e nell’immediato secondo dopoguerra risultava perduto. L’unica copia superstite fu casualmente ritrovata presso la Library of Congress di Washington alla fine degli anni Sessanta, dove era trattenuta come “preda bellica” dopo essere stata confiscata nei magazzini di una società di distribuzione italiana nel 1941. Il primo a visionare il film ritrovato fu il regista John Cassavetes, che ne riconobbe il coraggio e l’anticonformismo dei contenuti e, dal punto di vista visivo, lo paragonò a un “western” ante litteram. Soltanto nel 1981 il film fu consegnato alla Cineteca Nazionale di Roma, seppur mancante di due rulli di otto in totale.  Proprio in questo vuoto intervengono i Masbedo, performando dal loro “Videomobile” le sequenze mancanti, generando così nuove immagini.

Videomobile è un vecchio furgone trasformato in un” video-carro” che presenta, attraverso i suoi schermi, i luoghi che hanno accolto set cinematografici a Palermo, indagando la storia del territorio cittadino, con particolare attenzione a temi come il potere e le sue dinamiche.  Videomobile si configura così come un laboratorio in movimento, che funziona da spazio di lavoro, ma si struttura anche come palco per le performance che sono realizzate durante il periodo della Biennale. Quando è posteggiato, il furgone diventa un’installazione video componibile e interattiva ospitata nell’atrio di Palazzo Costantino, con monitor e schermi che agiscono da dispositivo narrativo.

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