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Un anno di appuntamenti per raccontare la ricchezza e la bellezza di Palermo

Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 - Piazza Pretoria

È iniziato il 2018, anno in cui la nostra città sarà Capitale Italiana della Cultura. Tantissimi gli eventi che si susseguiranno, legati non solo dal loro valore culturale e artistico. Il progetto che ha portato Palermo a ottenere l’ambito riconoscimento, infatti, si caratterizza non solo per la sua originalità e l’elevato valore culturale, ma anche per il suo grande respiro umanitario, il forte slancio all’inclusione, alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee.

Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 - Logo

Tutto questo nasce dalla considerazione che la bellezza e ricchezza di Palermo è nelle sue mille anime, frutto di dominazioni, di arrivi e partenze, di accoglienza e scambio.
Lo testimoniano il suo paesaggio, la sua lingua, i suoi monumenti, la sua cucina e il suo tessuto urbano. Una ricchezza che è facile leggere nell’arte, tra le pieghe leggere di un arabesco, su un capitello, tra le tessere dei mosaici e i putti barocchi, tra le architetture classiche e le volute liberty o ancora nell’Opera dei pupi; una ricchezza che altrettanto facilmente si legge nelle decine di iniziative, seminari, mostre, convegni, spettacoli che in ogni periodo dell’anno accolgono i palermitani e i turisti.

Capitale Italiana della Cultura è un progetto di visione e non un semplice calendario di eventi: perché la sua forza sta nell’essere riuscita a mettere in rete le istituzioni culturali della città, l’associazionismo e i suoi festival vitali e rodati;  nell’essersi allargata alla Città Metropolitana e a tutta la regione, moltiplicando il valore aggiunto della Biennale Manifesta12 che si aprirà a giugno e per cinque mesi proietterà la città nel mondo dell’arte internazionale.

I progetti sono tantissimi: si va dalle mostre di livello internazionale – le immagini di Spencer Tunick, di Robert Capa, la mostra-evento su Antonello da Messina e le installazioni di Jan Fabre, Shozo Shimamoto e Martin Kipperberger fino a “ReSignifications” del Nobel Wole Soyinka – al Premio delle Arti del MIUR, al festival MigrArti del MIBACT, alla Festa Europea della Musica che porterà a Palermo mille giovani musicisti da tutta Europa in giugno. E ancora, un esperimento di “opera lirica sociale” che coinvolgerà un intero quartiere fino al convegno internazionale sulle “Filosofie del Mediterraneo di ieri e di oggi”.
Non mancano i progetti strutturali come il restauro di Palazzo Butera, museo della collezione Valsecchi, e l’apertura di due nuovi “parchi”: Al Medina Al Aziz che ruota attorno all’antico Castello della Zisa, patrimonio UNESCO con altri otto monumenti del sito seriale arabo normanno – e il cuore verde del parco Casina Cinese – Pitrè.
Il programma è pubblicato QUI

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