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La cucina tipica siciliana 7

La cucina del centro della Sicilia è per forza di cose legate alla civiltà contadina e si caratterizza per sapori semplici ma molto gustosi, con tanti prodotti genuini, anche rari e protetti dai presidi Slow Food. È il caso della fava larga di Leonforte, ad esempio, ingrediente base del maccu, una sorta di vellutata molto saporita di origine remota. Il nome deriva da “ammaccare”, per via del procedimento di preparazione tradizionale che prevedeva di schiacciare le fave cotte col mestolo. I legumi sono in generale un ingrediente apprezzato. In zona si coltivano anche le piccole lenticchie di Villalba, da gustare in minestre robuste. Se vi piacciono i legumi potete chiedere anche la frascatula, una sorta di farinata a base di legumi misti. Tra i primi c’è anche la pasta “ricasciata” un timballo di pasta e ragù arricchito di fettine di salame, formaggio e piselli.

Soprattutto carne per secondo: solo la provincia di Caltanissetta ha un breve sbocco sul mare e dunque il pesce non è molto diffuso se non nelle località costiere, ovviamente. Chiedete la salsiccia magna, insaporita di formaggio. Parlando di formaggi, merita una menzione particolare il Piacentino ennese, un formaggio profumato di zafferano che solo pochissimi produttori realizzano ancora secondo la ricetta originale e che, secondo la tradizione, fu inventato durante la dominazione normanna.

Infine i dolci. Caltanissetta è rinomata per la produzione di torroni, mentre se vi trovate dalle parti di Delia dovete assolutamente assaggiare i cuddrireddra, biscottini profumati di cannella che si accompagnano perfettamente a un liquore a fine pasto.

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