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5 vitigni siciliani

La cultura del vino è sempre più diffusa ed è semplice per tutti acquisire le competenze minime necessarie per scegliere il vino migliore da abbinare alle pietanze. Tuttavia, quando si visita un posto nuovo, per vacanza o per lavoro, non sempre si conoscono i vitigni e/o i vini tipici della zona in questione. Ecco allora il nostro piccolo aiuto: vi presentiamo cinque vitigni siciliani – di nascita o di adozione – per aiutarvi nella scelta. Ovviamente sono molti di più: torneremo sull’argomento 😉

Nero d’Avola

Il Nero d’Avola è al 100% autoctono siciliano ed è uno dei vitigni a bacca scura più rinomati della Sicilia. Il vino che si ottiene è spiccatamente alcolico, di buon corpo e acidità e può essere vinificato in purezza o con altri vitigni. Per assaggiarlo, chiedete un Noto Nero d’Avola di Planeta o il Nero d’Avola della Tenuta Sallier de la Tour / Tasca d’Almerita.

Grillo

Si tratta di un vitigno abbastanza recente, perché le sue origini sono state rintracciate alla fine dell’Ottocento, quando il barone Mendola, uno studioso di viticoltura siciliana, incrociò con successo altri due vitigni, il cataratto e lo zibibbo. Il Grillo è utilizzato tradizionalmente per la vinificazione del Marsala, ma compare anche in altri vini. Provate ad esempio il Grillodoro di Gorghi Tondi o l’Aegades di Fazio Wines.

L’Inzolia

Detto anche insolia, questo vitigno è coltivato in Sicilia fin dall’antichità, tanto che sembra sia arrivato nella nostra isola quando venne colonizzata dai greci. Amante dei climi caldi, ha un bouquet delicato e aromatico. Per gustarlo in purezza potete chiedere l’Insolia, vino biologico di Baglio di Pianetto, o il Serò dei Principi di Butera.

Syrah

Pur non essendo un vitigno autoctono siciliano (secondo la maggior parte degli esperti la sua origine è mediorientale, e il nome deriverebbe dalla città persiana di Schiraz) e il syrah ha trovato nella nostra isola larga diffusione e i vini sono molto interessanti. Si ottiene un vino piuttosto alcolico e tannico. Il nostro sommelier consiglia Lusirà del Baglio del Cristo di Campobello e il Syrah di Feudo Arancio.

Nerello mascalese

Originario delle pendici dell’Etna, questo vitigno è coltivato fin dalla notte dei tempi sul vulcano. Se ne ottiene un vino rosso caratterizzato da finezza ed eleganza, dai sentori fruttati. È uno dei vitigni che concorrono alla produzione dell’Etna Doc. Fra i vini da assaggiare segnaliamo Nerello mascalese di Benanti e l’Etna Rosso Doc di Tenuta delle Terre nere.

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