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La cucina tipica siciliana 3

agrigento

Il territorio di Agrigento si estende dalle isole Pelagie fino alle vette dei Monti Sicani e questa varietà di ambienti si rispecchia nella cucina tradizionale di questa zona della Sicilia. Per la terza puntata del nostro viaggio ideale nella gastronomia isolana, vi portiamo a sud, attraversando campagne coltivate e zone collinari fino ad arrivare al mare.

I prodotti della terra e quelli derivanti dall’allevamento e dalla pastorizia sono protagonisti nella parte interna della provincia. Qui ci sono piatti ricchissimi come il timballo di pasta che, secondo la località, prende nomi diversi e cambia nei dettagli, ma resta sempre una “bomba” di pasta, ragù e uova (a Campobello di Licata, ad esempio, si chiama ‘mpurnatu, mentre ad Aragona è il taganu). Altrettanto saporiti (anche se un po’ più leggeri) il pitaggiu (fave, piselli e carciofi stufati), il coniglio in agrodolce, la pasta con i ceci.
Lungo la costa, ovviamente, arriva in cucina soprattutto pesce: a Siculiana chiedete la minestra di seppie, a Sciacca la sogliola alla saccense, a Licata le prelibate polpette di sarde (e non dimenticate che in quest’ultima località c’è l’eccellente ristorante La Madia di Pino Cuttaia, due stelle Michelin che premiano proprio la passione per la cucina sincera della tradizione locale).

Come sempre in Sicilia i dolci hanno un posto assolutamente speciale. Ingredienti principali sono ovunque la ricotta e le mandorle: provate le ova murina a Sciacca, le cassatelle a S.Margherita Belice, il cous cous dolce delle suore ad Agrigento e i biscotti ricci di quelle del convento di Palma di Montechiaro, le minni di virgini a Sambuca. A Favara, in periodo pasquale, imperdibile l’agnellino pasquale di marzapane ripieno di pistacchi. Non dimenticate la frutta: a Canicattì c’è una eccellente produzione d’uva, a Bivona alla fine di agosto sono mature le pesche montagnole, a Ribera troverete le arance e le fragoline.

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